Nelle scorse settimane avevamo provocatoriamente parlato di come i social “distruggano le radio” in questi 2 articoli che vi invito a rileggere dopo aver terminato questo post:
Ovviamente in molti, dal titolo, non hanno approfondito e ci hanno attaccato o additati come pazzi incompetenti ma se avessero letto almeno 4 righe di ogni post si sarebbero resi conto che la nostra era solo un’accusa ai “tirannosauri dell’etere” per spronarli a modernizzarsi su tutto: compresi i social!
Noi per primi investiamo tempo e risorse in questo campo e ci siamo permessi di realizzare un video tutorial per cercare di avere una
Strategia di comunicazione ottimale per le Radio
Al primo post (per citare il noto spot della prima radio d’Italia Rtl) noi mettiamo l’aggiornamento. Si perché sperare di avere risultati senza investire tempo è praticamente IMPOSSIBILE. Bisogna capire che un post in generale ha vita breve. La durata media “organica” è di poche ore. Non tutte le tipologie di post mostrano gli stessi dati di visualizzazione:
i link che portano fuori da facebook sono penalizzati
le immagini senza scritte sono rese maggiormente visibili
i video caricati direttamente sulla piattaforma hanno dati superiori a quelli condivisi da youtube
E questo solo per facebook. Un tweet, ad esempio, ha una vita di qualche secondo.
La strategia, in questo caso, è di elaborare e programmare più post durante l’arco della giornata su più social.
Infatti la differenziazione è il nostro secondo punto; mai usare una sola piattaforma sociale o peggio ancora fare copia ed incolla tra Facebook, Instagram, Google+ e Twitter. Ognuno di loro ha un linguaggio diverso e quindi necessitano di un testo con parole chiave diverse. E non è detto che ogni contenuto è adatto a tutte le piattaforme.
Molte volte le bacheche delle radio locali sono piene di link provenienti da terze fonti, ma se si ha a disposizione una piccola redazione o un collaboratore capace di scrivere 4 righe cosa ci vuole a ribattere qualsiasi notizia, pubblicarla sul sito e rimbalzarla sui social? Ci siamo impigriti ? Ci viene più facile fare un semplice copia ed incolla? Ma alla lunga se ne pagano le conseguenze in termini numerici.
Ma c’è chi fa ancora peggio:
Domanda: sei presente in rete ?
Risposta: si ho il sito e mi puoi ascoltare su tunein
Essere presenti sulla rete non significa solo avere uno streaming audio, un portale ed una paginatta facebook mal gestita, ma significa, ad esempio, dare movimento a quest’ultima con interazione degli ascoltatori, caricare sui portali i podcast delle dirette o almeno gli interventi più importanti. Ci sono decine di servizi anche gratuiti oramai che ci consentono di fare comodamente questa semplice operazione.
Quante volte ci capita di aprire un sito di informazione, di una radio nazionale e ritrovarci con le pubblicità ai lati o con dei banner dedicati ai clienti? In base alle visualizzazioni del portale (si parla di qualche migliaio) e possibile mettere nei pacchetti dedicati ai clienti anche accordi per inserimenti pubblicitari sulle varie pagine del sito. Occhio a non esagerare altrimenti si rischia di infastidire l’utente.
Le pagine più visitate di una realtà radiofonica locale sono principalmente due:
quella delle notizie legate al territorio e quella per il riascolto dei programmi.
Attenzione perché in questo caso il tutto funziona se realmente si parla alla gente sul campo e non solo con programmi preconfezionati.
Esempio:
Riascolto il programma in podcast di radio “Pincopallo” di Roma perché voglio sapere questa sera cosa c’è da fare in giro, vado nella loro sezione dedicate all’informazione locale per approfondire quella notizia che ho sentito di sfuggita in un Gr.
Per ultimo ma sicuramente fondamentale è la presenza sugli aggregatori radio (tunein, mytuner fm-world). Attualmente crediamo che avere un App solo per rendere disponibile il proprio streaming sui dispositivi portatili sia inutile vista la comodità di avere migliaia di radio con un paio di applicazioni di aggregazione. Se voglio fare la mia app all’interno devo fornire un servizio nuovo, esclusivo ed originale.
ABBIAMO INCONTRATO UMBERTO MATTIA DI RADIO CAPITAL Ha iniziato dove – quasi – tutti iniziano: la radio locale, quella del suo paese, quando aveva soltanto 14 anni. Prima di arrivare alla consacrazione lavorativa, per Umberto Mattia c’è stato un usuale passaggio intermedio fatto di sudore e sacrificio, sperimentazione, collaborazioni, qualche “no” sbattuto in faccia e poi, finalmente, l’approdo a Radio Capital. È qui che gestisce le virate radiofoniche cavalcando le […]
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