LoFi radio: fenomeno passeggero o ricerca di affermazione?
Un genere dal suono sporco, povero ma caldo. Cos'è il fenomeno Lo-Fi e perché cresce l’interesse verso le radio che trasmettono questa musica?
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Il panico da microfono prima di una diretta. Succede a tutti, persino ai più conosciuti. Qualche consiglio utile per imparare a gestirlo, anche se non esiste un rimedio preciso.
Il panico da microfono. Succede a tutti, o quasi. Perlomeno capita a coloro che amano il proprio lavoro e vogliono lasciare sempre il meglio di sé stessi lungo il proprio cammino: la diretta radiofonica, infatti, è un vero e proprio excursus. Vocale piuttosto che motorio, ma la sostanza non cambia. Lo speaker non tiene compagnia all’ascoltatore – uno degli errori più frequenti è proprio ribadirlo in diretta – bensì lo accompagna nelle fasi della giornata: una parola al momento giusto fa la differenza. Il conduttore deve instillare la giusta tranquillità e chiarezza agli ascoltatori.
Cosa succede se, però, questa tranquillità viene a mancare a colui che dovrebbe tirare le fila di un programma poco prima di iniziare la diretta? Spesso è semplice tensione, ansia da prestazione, paura di sbagliare. Di perdersi, dimenticare un talk. Non prendere l’intro di una canzone, confondere un lancio pubblicitario. Gli errori possibili sono tanti, così come altrettanti sono i rimedi per gestire il panico prima e durante la diretta. Partiamo dalla consapevolezza che non esiste una ricetta univoca: ciascuno trova il modo migliore in base al proprio carattere e alla propria personalità per sciogliersi davanti al microfono.
C’è chi ripassa in maniera spasmodica la scaletta, in modo da imparare a memoria ogni passaggio ed evitare sorprese nel corso della messa in onda. Oppure chi preferisce “staccare la spina” e prendersi quei cinque-dieci minuti prima che la luce rossa si accenda per isolarsi in sé stesso e riordinare le idee. Esiste persino chi riesce a ricaricarsi in maniera automatica fra un blocco e l’altro: coloro che, prima dell’inizio del programma, sembrano perduti e poi – non appena comincia la diretta – guidati dal carisma e dal talento ritrovano il filo del discorso portando a termine la puntata con successo.
Se non appartenete a nessuna di queste categorie di persone, l’altro consiglio utile – oltre a quelli sopra citati – è fare degli esercizi respiratori prima di iniziare la conduzione: inspirazione ed espirazione. Così da riuscire a stimolare il diaframma distendendo i nervi, una sorta di training che dovrebbe aiutare a placare le nostre tensioni: i più performanti solitamente aggiungono a questo qualche piccolo esercizio per sciogliere la dizione.
Piccoli passi che potremmo paragonare ai gesti automatici compiuti dai calciatori prima di un incontro. Se un centravanti, prima di varcare il rettangolo verde, si allaccia scarpini e parastinchi, uno speaker respira. Allena il diaframma e fa esercizi specifici per arrivare più sicuro e fluido on air: la luce rossa, talvolta, è la barriera invisibile che separa un conduttore dalle proprie paure. Basta un pizzico di strategia e adeguata preparazione per venirne a capo.
Articolo a cura di Andrea Desideri
Scritto da: Andrea Desideri
Un genere dal suono sporco, povero ma caldo. Cos'è il fenomeno Lo-Fi e perché cresce l’interesse verso le radio che trasmettono questa musica?
today11 Gennaio 2021
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